Bruno Berra

Bruno BerraDopo essersi formato nel Minerva, una squadretta del panorama minore meneghino, viene inserito nel vivaio rossonero, ove comincia a farsi notare. Nell’estate del 1936, viene spedito a Vigevano, in modo da farlo confrontare con una realtà tecnica discretamente complicata, in un torneo di serie C che gli consente farsi una discreta esperienza. Sui campetti della provincia, il suo impeto si fa subito notare e l’ottimo esito spinge il Milan a riportarlo a casa, con il chiaro intento di valutarne i progressi. Per due anni gioca poco o nulla, poi, però, a partire dal 1939-40 trova posto tra i titolari e dimostra di reggere il passo agevolmente, anche in un torneo di ben altro spessore come quello di serie A. E’ un terzino molto duro, scattante, deciso e se il diretto avversario se ne va, non si vergogna di usare il fallo. A volte, però, eccede in vis pugnandi e raggiunge in anticipo gli spogliatoi. Del resto, quello è un Milan abbastanza dimesso, che punta più sull’entusiasmo che sulla tecnica pura e uno come lui, ci si trova alla perfezione. Dopo due anni in rossonero, con un rendimento medio accettabile, viene ceduto al Napoli, ove diventa una colonna in una squadra che sta vivendo un periodo molto complicato, dovuto ai guai finanziari. Al termine di quella stagione, i partenopei finiscono in serie B e Berra, che è stato tra i pochi a non naufragare del tutto, li segue. Ormai, però, il calcio sta per andare in soffitta, a causa della guerra e anche Berra ci rimette due anni di attività. Quando l’attività riprende, è ancora all’ombra del Vesuvio, ove rimane sino al termine della stagione 1946-47. Nell’estate del 1947 raggiunge Nocera Inferiore, ove va a dare una mano per il successivo torneo di serie B, dopo di che decide che è arrivato il momento di darla vinta all’età che avanza imperiosamente.

Bruno Berraultima modifica: 2011-11-20T12:24:23+01:00da monthy10
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