Gunnar Gren

Gunnar GrenA vederlo sembra un insegnante di liceo, invece riserva il suo indiscusso magistero al calcio, tanto che viene soprannominato “Il professore”. In effetti, ogni sua giocata è il frutto di un ragionamento raffinato, teso a ricavare il massimo usufrutto per la sua squadra. Arriva in Italia dall’IFK quando si trova già abbastanza avanti negli anni e la sua capacità motoria comincia a scemare, ma se lui non corre più moltissimo, al contempo fa correre il pallone come pochi altri. E’ un regista dotato di mezzi tecnici formidabili, ma il suo modo di giocare è impostato su una semplicità che serve a massimizzare ogni giocata a favore dei compagni. Ricorre alle giocate difficili solo se costretto, anche se ogni tanto non disdegna il colpo di tacco, il quale, però deve avere una finalità utile alla squadra, non certo alla folla. Imposta il gioco con un gusto per la geometria innato, che gli consente di vedere prima degli altri la possibile evoluzione dell’azione, come se avesse un computer nel cervello. E quando è il caso, si inserisce in avanti per concludere personalmente l’azione, anche se di solito preferisce il passaggio illuminante ai compagni di attacco. Del resto, non c’è bisogno di andare ad intasare l’area, visto che nel Milan ha come compagno di squadra un certo Gunnar Nordhal, capace di fare reparto da solo e di capitalizzare al meglio tutti i palloni che arrivano sui piedi o sulla testa. Con Nordhal e Liedholm forma un celeberrimo trio che rimane nella storia del calcio italiano e che fa le fortune di un Milan che aspetta ormai da decenni di tornare in vetta. Ed è proprio Gren a indicare la via ai compagni, da vero e proprio allenatore in campo. E’ proprio lui a scandire i ritmi del gioco e a decidere se bisogna alzare il ritmo o rifiatare un attimo in vista dell’assalto. La sua percentuale di errore è ridottissima, è difficile che perda il pallone o che sbagli un passaggio. Purtroppo, l’età è il suo unico difetto e dopo quattro anni a Milano, la società reputandolo ormai bollito, decide di spedirlo alla Fiorentina, ove continua a giocare su altissimi livelli di rendimento per un biennio, prima di concludere la sua esperienza italiana con il Genoa. Una volta tornato in patria, però, si concede un degno finale per una grandissima carriera, tornando a vestire la maglia della sua Nazionale per i Mondiali svedesi del 1958, che affronta alla bella età di 38 anni, dimostrando di avere ancora qualcosa da dire. La sua Svezia arriva sino alla finalissima, dove deve inchinarsi alla stella nascente di Pelè. Dopo di che, può ritirarsi dal calcio giocato e cominciare la carriera da allenatore che lo vedrà arrivare sulla panchina della Juventus.

Gunnar Grenultima modifica: 2012-02-23T11:33:13+01:00da monthy10
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