Nils Liedholm

Nils LiedholmE’ una delle grandi leggende del calcio italiano e di quello rossonero, in particolare. Arriva in Italia nel 1949-50, quando sono appena state aperte le frontiere ed è scoppiata la mania per i giocatori del Nord Europa e insieme ai connazionali Nordhal e Gren segna in maniera indelebile una delle epoche più belle della storia milanista. Il celebre trio Gre-No-Li, infatti, riesce nell’impresa di riportare lo scudetto sulla sponda rossonera dei Navigli dopo decenni di digiuno ed entra nell’immaginario collettivo per forza ed eleganza. Lui, in particolare, è un interno dalla capacità atletica inesauribile, alla quale accoppia però una tecnica di primordine. Calmo anche quando viene attaccato dagli avversari, capace di impostare il gioco con grande precisione geometrica, dispone anche di una ragguardevole botta dalla distanza, con la quale si diverte a sforacchiare i portieri avversari. Sbaglia pochissimo, tanto che alla fine della carriera si diverte ripetutametne a raccontare un aneddoto, in base al quale il giorno in cui sbaglia un passaggio, dopo anni in cui non era mai incorso in simile errore, il pubblico di San Siro scoppia in un interminabile applauso. I cronisti si divertono ad ascoltarlo e probabilmente è una innocente vanità, ma in effetti i suoi errori sono limitatissimi e considerato che gioca una infinità di palloni nel corso della gara, è una dote molto preziosa. Gioca la bellezza di dodici stagioni con il Milan, vincendo moltissimo, per poi ritirarsi alla bella età di trentotto anni. E qui comincia la seconda parte della sua leggenda, in quanto passa sulla panchina, avviando una carriera forse ancora più eccezionale. Nel corso della quale riesce tra l’altro nell’impresa di portare il secondo scudetto della storia a Roma e quello della stella al Milan, anche se questa impresa è meno leggendaria dell’altra. Da allenatore, si dimostra non meno bravo che da giocatore ed è il primo a portare la zona in Italia, il paese della marcatura ferrea ad uomo. Dopo essersi distinto col Verona, arriva sotto il Colosseo nel corso del 1973-74, quando rileva il filosofo Scopigno e nella annata successiva porta la Roma ad un terzo posto che non si vedeva da due decenni. Esonerato da Anzalone, torna al Milan per guidare Rivera e compagni verso lo scudetto della stella e poi torna a Roma per terminare l’opera appena iniziata. Il suo melone diventa sinonimo di successo, anche grazie al binomio con Paulo Roberto Falcao. La Roma vince con la sua zona atipica lo scudetto, dopo averne perso uno per una scandalosa decisione arbitrale che spinge la Juventus verso l’ennesimo titolo e, soprattutto, arriva ad un passo dalla Coppa dei Campioni, persa all’Olimpico col Liverpool ai rigori. Proprio quella notte, termina anche il ciclo romano del Barone, il quale ha già firmato con il nuovo Milan di Silvio Berlusconi, appena diventato presidente. Stavolta, però, la sua avventura finisce in malo modo, con risultati inferiori alle attese e una contestazione che sfocia nel tiro di un mattone contro la sua panchina. Ormai il suo rapporto col Milan è arrivato all’epilogo.

Nils Liedholmultima modifica: 2012-02-23T11:20:31+01:00da monthy10
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