Arrigo Fibbi

Arrigo FibbiInizia la carriera nel Milan, facendo la solita trafila delle minori. Nei primi anni, sembra avere una marcia in più rispetto ai compagni, tanto da impressionare una volta affacciatosi alla prima squadra. Quando prende la palla, sulla fascia di pertinenza, travolge tutto e tutti. Mario Zappa, sulla “Domenica Sportiva” del 1934, lo presenta in questo modo: “…forse mi sbaglierò, ma questo giovanotto mi pare avere tutti i numeri per ottenere la successione nel ruolo di reuccio dello stadio. Ha mobilità, energia, tiro radente, smania di fare: è cresciuto alla scuola rosso-nera e ha nel sangue la combattività rosso-nera.” Purtroppo, il vaticinio di Zappa non si realizza appieno. Dopo un ottimo inizio, infatti, Fibbi declina rapidamente, senza più riuscire a ritrovare il filo smarrito all’improvviso. Il suo gioco, si ingarbuglia e se prima era caratterizzato dalla energia, ora diventa caotico ed inconcludente. In tanti si interrogano sulla involuzione di cui rimane vittima, ma alla fine la società si arrende e prende atto che la serie A, per lui, è ormai diventata una montagna troppo alta da scalare. Viene così ceduto alla Comense, in terza serie, ove mostra qualche segnale di ripresa, tanto da indurre la Spal, a prelevarlo nell’estate del 1936. Due buoni tornei a Ferrara, spingono poi l’Alessandria a dargli fiducia e lui torna sup buonissimi livelli che ad inizio carriera avevano fatto presagire sviluppi del tutto diversi e che potrebbero preludere ad una risalita che però viene spazzata via dall’arrivo della guerra. 

Arrigo Fibbiultima modifica: 2012-04-10T11:25:38+02:00da monthy10
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