Antonio Valentin Angelillo

Antonio Valentin AngelilloE’ uno dei famosi angeli dalla faccia sporca (gli altri sono Maschio e Sivori), che avevano vinto il campionato sudamericano del 1957 e fatto parlare a lungo le cronache sportive. E’ la stella del Boca Juniors, quando gli Xeneises aderiscono alle proposte dll’Inter in cambio di una vagonata di lire e, naturalmente, il suo arrivo crea grandi aspettative. Forse è per questo che le 16 reti che costellano il suo primo campionato sui campi della penisola, vengono viste quasi come un fallimento. Nonostante le reti in questione costituiscano buona parte del bottino complessivo delle reti segnate dai nerazzurri, la tifoseria dimostra di essere non proprio soddisfatta delle prestazioni del giovanissimo argentino. Il suo problema, consiste in una certa discontinuità, che si manifesta anche all’interno di una singola gara: alterna giocate sontuose a momenti di totale assenza dal gioco, e in tal modo diventa una sorta di corpo estraneo per la squadra. Poi, però, nel secondo campionato, la musica cambia totalmente: all’improvviso comincia a segnare una rete dopo l’altra, senza mai fermarsi, e alla fine dell’anno, il suo bottino ammonta a 33 reti, un record praticamente irraggiungibile. Probabilmente, ha terminato il suo periodo di ambientamento e capito come si gioca dalle nostre parti e di conseguenza le sue prestazioni diventano quelle che ci si attendevano da uno che era stato preannunciato come un fuoriclasse. Quando tutto sembra che proceda nel migliore dei modi, all’improvviso scoppia la guerra con Helenio Herrera, il quale prende a pretesto il suo rapporto con la soubrette Ilya Lopez, per porre un aut aut a Moratti: o lui o Angelillo. Il presidente interista, viene tratto dall’impaccio da una sontuosa offerta proveniente da Roma. La società giallorossa, infatti, ha appena cominciato la sua opera di autodistruzione, sotto la guida di Marini Dettina e offre ben 225 milioni per avere Angelillo. Ben presto, Moratti entra nell’ordine di idee di cederlo e, decide infine di scaricarlo. A Roma compone un attacco atomico insieme ai vari Lojacono, Schiaffino e Manfredini, che però non porta i risultati sperati. Con il tempo, poi, arretra il suo raggio di azione, diventando un regista sopraffino. Nelle quattro stagioni passate a Roma non fa certo gli sfracelli che ci si attendono da lui, ma gioca sempre su buoni livelli. Quando Lorenzo gli decreta un inspiegabile ostracismo, decide che è arrivato il momento di ritornare a Milano, stavolta sulla sponda milanista. Ormai, però, il meglio è dietro di lui e si sta avviando verso il tramonto. Gioca poche gare, nelle quali fa vedere che non ha certo dimenticato come si tocca un pallone. Ma i lampi che dispensava nel corso della sua maturità agonistica sono ormai estremamente rarefatti. La sua carriera ad alto livello sta ormai volgendo al termine, e al termine della stagione si avvia verso Lecco, penultima tappa della stessa prima dell’addio, che avverrà a Genova.

Antonio Valentin Angelilloultima modifica: 2012-04-17T16:48:50+02:00da monthy10
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