Amarildo

AmarildoLa sua notorietà è dovuta al Mondiale del 1962, quando viene chiamato al posto dell’infortunato Pelè e riesce a non far rimpiangere troppo il più illustre compagno. Subito dopo, parte la corsa al suo ingaggio, nella quale la spunta il Milan e, appena arrivato nella penisola, dimostra di essere un ottimo giocatore. In maglia rossonera la sua tecnica si sposa alla perfezione con quella di Rivera, dando all’attacco milanista una miriade di possibilità e di varianti. E’ un attaccante estroso, ma anche solido, cattivo e in Italia non incontra le difficoltà che avevano smontato nel corso degli anni tanti connazionali. L’unico problema, è la sua estrema irrequietezza, che gli rende un pelino conflittuale il rapporto con gli arbitri. Tanto che una volta Rocco, che sta leggendo il giornale che parla di una squalifica per quattro giornate inflitta al Garoto (come è soprannominato), sbotta clamorosamente dicendo: “El Garoto. El Garoto. El ga roto i cojon!” Si fa ampiamente perdonare con le sue giocate, caratterizzate da tecnica e praticità. Sa mettersi al servizio dei compagni, ma anche provare la soluzione personale e nei primi due anni riesce sempre a segnare un discreto gruzzolo di reti. Nelle due stagioni successive, però, il suo rendimento sotto porta precipita, e le reti si riducono a due per stagione. Secondo alcuni è la saudade a limitarne il rendimento e in effetti, non è un mistero che si vede di nascosto con l’interista Jair per le vie di Milano. Il Milan, però, non può certo aspettare che risolva i suoi problemi esistenziali e, dopo quattro annate viene ceduto alla Fiorentina, ove diventa una colonna della squadra ye-ye portata al clamoroso titolo da Pesaola. Dopo i tre anni passati in Toscana e con l’età che ormai avanza, si trasferisce a Roma, sponda giallorossa. La classe è rimasta intatta, come dimostra nel primo anno, quando fornisce un contributo abbastanza rilevante alla causa di Herrera. Nella seconda stagione, le sue apparizioni si diradano e i segni dell’età cominciano a farsi vedere sempre più vistosamente. E’ ormai arrivato il momento dell’addio.

Amarildoultima modifica: 2012-04-18T09:53:35+02:00da monthy10
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