Enrico Albertosi

Albertosi.jpgUno dei migliori portieri italiani dell’intero dopoguerra, riesce a rovinare la sua reputazione proprio sul finire, rimanendo implicato nel clamoroso scandalo che nella primavera del 1980 mette a rumore il mondo del calcio, legato ad un giro di scommesse su partite aggiustate da giocatori infedeli e desiderosi di incrementare per questa via i loro già troppo pingui guadagni. Comincia a farsi notare alla Fiorentina, all’inizio degli anni ’60, quando mette subito in chiaro di essere un fenomeno. E’ reattivo, bravo tra i pali e ha solo qualche piccolo difetto nelle uscite, nelle quali si dimostra svagato, anche se con qualche cazzottone ben assestato, riesce a sconsigliare spesso gli attaccanti avversari. E’ però al Cagliari, che la sua carriera decolla decisamente. Approda nell’isola nell’estate del 1968, quando i viola optano per il più giovane Superchi e dimostra di non aver subito alcun tipo di trauma nel trasferimento. Nella squadra forgiata da Manlio Scopigno, il “Filosofo”, e guidata da “Rombo di Tuono”, Gigi Riva, mette in mostra una eccezionale continuità di rendimento e cala la saracinesca di fronte agli assalti avversari. Nel 1969-70, anno nel quale il Cagliari vince il suo primo ed unico scudetto, subisce appena undici reti in trenta partite disputate, record che non sarà mai più battuto. Anche la Nazionale lo accoglie nelle proprie file e, dopo aver fatto il suo esordio già nel 1961, sarà uno dei protagonisti del rinascimento azzurro che passa dalla vittoria all’europeo del 1968 e culmina nella finale di Messico 70, quando l’Italia deve cedere il passo solo a Pelè. Poi, arriva Zoff e per lui non c’è più posto, anche se la sua carriera sarà ancora lunghissima e proficua. Nell’estate del 1974, infatti, passa al Milan, alla ricerca di un portiere che dia più affidamento di quelli che hanno sostituito il Ragno Nero Cudicini. Se qualcuno pensa che sia troppo vecchio, ha già 35 anni, deve presto ricredersi. Vola da palo a palo come un ragazzino e dona sicurezza alla retroguardia, fornendo benzina alla riscossa del diavolo che, sotto la guida di Mastro Liedholm va a cingere, finalmente, lo scudetto della stella. Poi, rimane implicato nelle scommesse clandestine, insieme a Buticchi e per il Milan sono guai seri. Per la società rossonera arriva la prima dolorosissima retrocessione in B, mentre per lui giunge la squalifica a macchiare una grandissima carriera.  

Enrico Albertosiultima modifica: 2012-07-07T12:25:00+02:00da monthy10
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