Luigi Perversi

Luigi PerversiCon un cognome simile, non c’è da stupirsi che faccia paura agli attaccanti. E non si tratta solo di una questione nominale. Il suo gioco, infatti, si distingue per una irruenza terrificante che lo porta spesso ad esagerare: se non prende il pallone, per l’avversario si presentano seri problemi di incolumità. Con Bonizzoni forma una grande coppia di terzini, nella quale, le doti dell’uno completano quelle dell’altro. Il suo compagno di reparto, infatti, fa della riflessione e della calma il suo marchio di fabbrica e lo dirige al meglio, instradandolo verso il massimo del rendimento possibile. Anche se l’istinto ogni tanto torna fuori con prepotenza, mandandolo fuori giri e facendolo presto bollare come uno scarpone o come un macellaio, da evitare ad ogni costo. Diventato titolare alla fine degli anni ’20, quando il suo compagno di reparto è il bravo Schienoni, non molla il suo posto se non alla fine degli anni ’30, dopo essere diventato capitano della squadra di cui è una specie di istituzione. Purtroppo per lui, il Milan di quegli anni non è uno squadrone e dopo i successi dei decenni precedenti risente delle politiche della lesina inaugurate dalla società. A bilanci ottimi, corrispondono squadre non irresistibili e lo scudetto, negli anni che precedono il conflitto, rimane un vero e proprio miraggio. Per Peversi, comunque, non cambia nulla, il Milan è casa sua e quando scende in campo con quella maglia, che sente come una seconda pelle, si sente pienamente realizzato. Nonostante una grande continuità di rendimento, non riuscirà però mai ad arrivare alla maglia azzurra, chiuso da giocatori più forti e tecnici come Allemandi, Rosetta e Foni. Il suo ruolino azzurro, vanta solo una gara con la squadra cadetta. Ma lui non si lamenta mai, poichè la sua Nazionale è il Milan, col quale gioca ben 318 partite prima di capire che è arrivato il momento di appendere gli scarpini al chiodo.

Luigi Perversiultima modifica: 2012-10-25T17:17:08+02:00da monthy10
Reposta per primo quest’articolo