Aldo Bet

Aldo BetGrande prestanza fisica, grande capacità nel gioco di testa, ma anche dotato di discreta tecnica, comincia a farsi notare nell’Inter, ove si è formato calcisticamente. helenio Herrera lo fa esordire nella massima serie e, una volta trasferitosi alla Roma, lo richiede espressamente a Marchini, confidando con tutta evidenza nella sua crescita tecnica. E dimostra di aver visto lontano, poiché in una squadra che deve far dimenticare la partenza dei gioielli Capello, Spinosi e Landini, lo stopper veneto dimostra subito di essere ottimo difensore, esibendo una sicurezza inaspettata per un elemento così giovane. Il suo unico problema, è costituito una certa tendenza ad accumulare chili, che ne appesantisce la mole e gli fa perdere rapidità nei movimenti. Ben presto si mette in luce come uno degli elementi di maggior prospettiva di tutto il calcio italiano, insieme al cognato Santarini, con cui forma una grande coppia e il settore tecnico delle squadre nazionali. si accorge di lui, in un momento abbastanza delicato che necessita di ricambi per la vecchia guardia messicana. Valcareggi lo fa esordire in Nazionale all’Olimpico contro l’Austria, ma poi, come del resto succede per Santarini, decise di puntare su altri elementi, che hanno il vantaggio di giocare nelle squadre più titolate e possono vantare maggiore esperienza. Incredibilmente, tra la costernazione dei tifosi giallorossi, che hanno imparato ad apprezzarlo, nell’estate del 1973, Gaetano Anzalone lo cede al Verona al fine di reperire il contante necessario per l’acquisizione di Pierino Prati. Al suo posto arriva il roccioso Batistoni, ma non è certo la stessa cosa, soprattutto in considerazione dell’età di Batistoni, ormai avanti negli anni e sul quale si può fare affidamento al massimo per un paio di anni. E’ una decisione che col tempo si rivela sciagurata, poiché Bet è ancora giovanissimo e, soprattutto, al meglio delle proprie capacità tecniche e fisiche, come dimostra del resto in gialloblù. E dopo un solo anno con gli scaligeri, è il Milan a portarselo a casa, in una triste riedizione, per la Roma, di quanto già successo con Cudicini e Schnellinger. In rossonero, rimane per ben sette anni, giocati quasi sempre ad altissimi livelli e contribuisce a vincere lo scudetto della stella. Il suo rendimento è sempre molto alto e più di un osservatore si spinge a chiedere il suo ritorno in Nazionale. Quella con la maglia azzurra, però, è una storia ormai chiusa, che non si riaprirà più, anche se Bet meriterebbe ampiamente il riconoscimento. Nell’estate del 1981, quando ormai è in fase declinante, va a giocare gli ultimi spiccioli di carriera al Campania, dopo di che si ritira, lasciando un ottimo ricordo in tutte le piazze che lo hanno visto protagonista.

Aldo Betultima modifica: 2012-10-26T18:11:32+02:00da monthy10
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